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"La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec

Scritto tra il 1969 e il 1978 dal grande scrittore scomparso
prematuramente, "La vita istruzioni per l'uso" è un'esperienza
divertente: il turbolento Perec narra non una, non due, ma decine di
storie, in un caleidoscopio letterario di notevole qualità. Storie
che si incrociano, si intrecciano e si ritrovano lungo un cammino di
99 piccoli capitoli, molti dei quali deliziosi capolavori in
miniatura. Il tempo e lo spazio, trattati dal Perec anche nei
libri "L'infra-ordinario" e "Specie di Spazi" qui si rincorrono in
continuazione, mentre attraversano le pareti delle 99 stanze del
palazzo parigino soggetto del romanzo.

Le sue 505 pagine scorrono velocemente: in lingua originale ci sono giochi di parole degni del più alto stile Joyciano, quindi nella traduzione
in italiano perde un po', ma non penalizza del tutto l'opera, tenendo
conto dell'ardua impresa di riportare in italiano intere
frasi "intraducibili" dal francese.
Questo libro è stato anche fonte di studi, ispirazione per tesi e
disegni dello stabile in questione: Perec usò un metodo matematico-
scacchistico per stabilire l'ordine di descrizione dei luoghi e stilò
un elenco di 21 coppie di categorie. Per ognuna di queste categorie Perec scelse 10 elementi, ottenendo così 420 elementi che
saranno presenti, in qualche modo, in tutti i capitoli del libro.

Detto così potrebbe sembrare complicato, ma una volta iniziate le
prime pagine è difficile non portarne a termine la lettura.
Sentendo varie opinioni si potrebbe a grandi linee dire che Perec o
lo si ama o lo si odia (trovandolo noioso): accostato spesso -
erroneamente- a Philippe Delerm, rientra in questo periodo nella
categoria della letteratura francese relativa al mondo delle "piccole
cose", delle piccole manie o passioni che attanagliano quasi tutti i
personaggi, degli oggetti perno di un' ossessione personale
(puzzle, caleidoscopi, statuine, cartoline...) e di scene quotidiane
difficilmente oggetto di attenzione.

Georges Perec (Peretz) è nato il 7 marzo 1936 a Parigi da genitori ebrei esuli dalla Polonia. Il padre, Icek Judko, muore in guerra quattro anni più tardi e la madre viene internata ad Auschwitz, da dove non farà più ritorno. Del giovane Georges si occuperanno gli zii. Aderisce all'Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle) e conosce tra gli altri Queneau e Calvino. Muore a 46 anni a Ivry per un tumore polmonare.

Dal 1984 il pianetino n. 2817 (1983 DJ) porta il nome di Perec.

di Jessica "Dubh" Rattini

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